La Strada/Droga – Enzo Ferrucci

il

 

Premessa

La strada è un tragitto, una via da seguire per arrivare a una meta, oppure quella percorsa per giungere in un luogo. Nel suo ampio significato può assumere valori e aspetti differenti, variabili a secondo del viaggiatore e dei luoghi che s’incontrano lungo il cammino.

In modo figurato la vita di ogni essere è una strada, il suo trasformarsi gradualmente il cammino, la morte la destinazione finale, la meta. Il dopo lasciamolo alle singole valutazioni filosofiche e religiose, in quanto privo dell’elemento certezza.

La strada raccontata nelle pagine che seguiranno è una parte del percorso della mia vita, un tragitto di quasi dieci anni vissuto nella tossicodipendenza da eroina e dalla successiva guarigione. Quando si cade nell’inferno le bussole non funzionano, diventa difficile trovar la retta via, e io non mi ritengo un super uomo, ma solo un fortunato sopravvissuto.

La vita è unica e bisogna viverla al meglio senza lasciarsi sopraffare dalle misere tristezze. Il modo migliore è saper trovare un sorriso a tutto, tenendo lontano il cancro partorito dalle delusioni, dai litigi, e da tutte quelle cose che cercano di succhiare e fottersi la tua linfa vitale. Di tutti i mali il peggiore è quello che facciamo a noi stessi nel non saper dare un senso a nulla, vivendo di rimorsi e di occasioni perse. Il treno della vita è sempre lì, fermo nella tua stazione, ti aspetta, vuole che tu sia il passeggero particolare, illustre, da condurre in giro per il mondo. La più bella e importante scoperta che l’uomo possa fare è la conoscenza del suo interiore, altro che luna e pianeti così distanti da noi. Non è la conoscenza dell’irraggiungibile a farti eroe, la vita non è epica, ma lo diventa quando saranno gli altri a cantare la tua storia, e tu non sarai altro che un pugno di ceneri  date in pasto alla terra, spazzate via anche da un lieve alito di vento. Se vuoi annusare il profumo della vita devi raccogliere i fiori della sua terra, e farlo quando il sangue corre nelle vene spinto dal battito del cuore. L’eternità va messa da parte, la lotta deve compiersi per vivere al meglio il momento, oggi e domani, quando ancora è possibile osservare la nascita e la morte del sole, contemplare la forza infinita del mare, la terra che germoglia, le piante, i fiori. Con la droga non solo avevo rinunciato a tutte queste cose, ma avevo fatto male a me stesso come mai nessuno avesse fatto prima.

Per un periodo avevo messo da parte la mia natura umana, accantonato i miei sogni, i miei progetti, le mie speranze, preferendo le illusioni di una vita che non era tale, assunto un comportamento nichilista che mi stava pian piano derubando di tutto, anche della gioia di esserci. La mia non fu una disintossicazione, ma una ribellione, un colpo di stato della mia coscienza, della mia anima stanca di accettare i tormenti di quella strada che avevo deciso di percorrere calpestando ciò che apparteneva al mio essere uomo.

 

Enzo Ferrucci

La Strada fotoPrzedmowa

Droga jest częścią podróży,  sposobem dotarcia do celu lub trasą dotarcia do miejsca docelowego. W szerszym znaczeniu może przyjmować różne wartości i aspekty, które różnią się w zależności od podróżnego i miejsc spotykanych po drodze. W przenośni  życie każdego istnienia jest drogą, które podczas podróży zmienia się gdy idziesz w kierunku śmierci, ostatecznego celu. To, co nastąpi po niej jest częścią filozofii lub religii, ponieważ nie mamy co do tego żadnej pewności.

Droga opowiedziana na następnych stronach jest częścią podróży mojego życia, podróży trwającej niemal dziesięć lat, uzależnionej od heroiny i następującego po niej uzdrowienia. Kiedy wpadasz do piekła, kompasy nie działają, trudno jest znaleźć właściwą drogę, a ja nie uważam się za superbohatera, ale tylko za szczęśliwego ocalałego.

Życie jest wyjątkowe i musimy żyć jego pełnią, nie dając przygnieść się nędznemu smutkowi. Najlepszym sposobem na to jest znalezienie uśmiechu, radości we wszystkim, zapobieganie rakowi zrodzonemu z rozczarowań, kłótni i wszystkich tych rzeczy, które próbują wyssać i odebrać twoją siłę witalną. Ze wszystkich złych rzeczy najgorsze jest to, co robimy sobie sami, nie mogąc niczego zrozumieć, żyjąc wyrzutami sumienia i straconymi szansami. Pociąg życia jest zawsze tam, stoi na twojej stacji, czeka na ciebie, chce, żebyś był szczególnym, wybitnym pasażerem, aby zabrać cię w podróż dookoła świata. Najpiękniejszym i najważniejszym odkryciem, jakie człowiek może dokonać, jest wiedza o jego wnętrzu, inna niż księżyc i planety tak odległe od nas. Nie jest to wiedza o tym, że niemożliwe jest uczynić cię bohaterem, życie nie jest epickie, ale staje się takie, gdy inni będą śpiewać twoją historię, a ty nie będziesz tylko garstką popiołów danych ziemi, zmiecionych nawet przez lekki oddech wiatru. Jeśli chcesz czuć zapach życia, musisz zebrać kwiaty ze swojej ziemi i zrób to, kiedy jeszcze krew płynie w żyłach napędzana przez bicie serca. Wieczność musi zostać odłożona na bok, walka musi być przeprowadzona, aby lepiej żyć, dziś i jutro, gdy nadal możliwe jest obserwowanie narodzin i śmierci słońca, kontemplowanie nieskończonej siły morza, kiełkującej ziemi, roślin, kwiatów. Z tym narkotykiem nie tylko wyrzekłem się tych wszystkich rzeczy, ale zraniłem siebie, jak nikt inny nigdy wcześniej.

Przez chwilę odłożyłem na bok moją ludzką naturę, odłożyłem na bok moje marzenia, moje plany, moje nadzieje, preferując iluzje życia, które takie nie było, zachowując nihilistyczne zachowanie, które powoli okradało mnie ze wszystkiego, nawet z radości istnienie. Moja terapia nie była tylko  detoksykacją, ale buntem, zamachem stanu sumienia, mojej duszy znużonej zaakceptowaniem męki tej drogi, którą postanowiłem przejść depcząc to, co należało do mojego bycia człowiekiem.

Trad. Magdalena Ryder

 

 

 

 

 

Enzo Ferrucci

1.
Mi chiamo Enzo. La storia che tra breve inizierà a scorrere con il
suo fiume di parole, non ha per protagonisti, ahimè, principi
azzurri, principesse innamorate, o luoghi incantati, intrisi di
magia ch’ispira a sognare ad occhi aperti, ma è la mia storia.
Le vicende della vita di un uomo che fermo con lo sguardo al
passato rivede una via, la strada percorsa per giungere fino a
qui, dove mi trovo adesso, in questo preciso istante, dinanzi ai
vostri occhi lettori.
Come punto di partenza essenziale, per l’inizio di una storia,
bisogna stabilire un luogo, dare una collocazione geografica allo
svolgimento degli eventi; un riferimento non solo rivolto alla
limpidità della narrazione, ma di aiuto alla fantasia del lettore,
per dare colori e suoni a quel disegno in nero creato dalla
scrittura.
Se ora scrivessi New York, il lettore immaginerebbe una storia
tra i grattacieli della grande mela, al suo udito giungerebbe la
musica dei rapper agli angoli delle strade, all’olfatto il lezzo di
patate fritte dei vicoli del Bronx.
No, non so se dir peccato, ma non si parte da una metropoli, e
nemmeno da una città, ma da un piccolo paese della provincia
di Caserta.
Alle superiori professori e compagni di classe quando
pronunciavo il nome del mio paese esclamavano quasi con
stupore:
-E … dove si trova?-.
Non è che io studiassi a centinaia di chilometri lontano da casa,
però a quei tempi nella città di Santa Maria Capua Vetere, il
paese dove vivevo, Pastorano, distante poco più di una dozzina
di chilometri, era dai più sconosciuto.
L’evolversi della vita di ogni essere non è cosa innata, che segue
una via segnata alla nascita, ma è contraddistinta dalle
esperienze, dalle persone che s’incontrano; è soggetta alle
mutevoli trasparenze che separano il nostro io dal mondo che ci
vive intorno, a volte così distante quasi da non sentirlo nostro.
La base dove sprofondano le radici antiche della differenza tra la
macchina programmata e la natura umana.
10
Il destino non esiste, è solo un velo sottile dietro al quale vivono
nascoste le nostre future incertezze. Relego la mia fiducia non
alla fatalità, ma preferisco rimettermi alla coincidenza, al
sincronismo che accomuna tutto ciò che vive al mondo, non
escludendo nulla. Ogni cosa è partecipe, sostiene un ruolo ben
definito, collocata sul grande scacchiere della vita.
Uomini, animali, macchine, piante, montagne, fiori, tutti
interagiscono tra di loro dando una logica alla nostra esistenza
qui, in questo granello di Universo chiamato Terra.
Inizierò la narrazione da un incontro che avvenne quando avevo
vent’anni, e da pochi mesi il servizio di leva mi aveva assolto
alla vita civile.
Fino a quel momento la mia era una normale esistenza.
Oh Dio, proprio normale no!
Durante l’adolescenza più volte ero scappato da casa, avevo
formato un gruppo rock, fatto allungare i capelli e bucato i lobi
delle orecchie. Fumavo hashish e marijuana, e destavo scalpore
in un posto abitato da poche anime che vivevano lontane da
quelle forme di rivoluzioni giovanili che imperversavano sul
resto del globo.
Perennemente in contrasto con mio padre, un insegnante
conosciuto per la sua severità e intransigenza.
Penso che il nostro rapporto genitore figlio abbia rappresentato
nella sua forma più estrema il conflitto tra i modelli di due
generazioni a confronto. Nonostante fosse coetaneo di Elvis
Presley non ha mai amato la musica, e lo scontro era inevitabile
con un figlio nato pochi mesi prima di Woodstock.
Ero comunista, la ciliegina sulla torta, quel tocco in più per
promuovermi a pieno diritto nel malefico pensiero di chi viveva
nella semplice e normale quotidianità, risucchiato nel vortice
dello status quo, infelice dinanzi al progredire della vita verso
orizzonti nuovi.
Accennavo a un incontro, che avvenne con una polverina di
colore variabile dal marrone al grigio scuro conosciuta con il
nome di eroina.
Nel 1897 il chimico tedesco Hoffmann, che lavorava presso la
casa farmaceutica Bayer, attraverso l’acetilazione dell’acido
11
salicilico ottenne la famosa aspirina. Undici giorni dopo ripeté
l’esperimento con la morfina, ottenendo una delle peggiori
droghe che esistano al mondo, la dama velenosa che ti tenta con
il sapore amaro delle sue labbra rendendoti prigioniero del suo
mondo, l’eroina.
Quando nella vita fai la conoscenza dell’eroina e ne diventi
schiavo entri in una nuova dimensione.
Ogni giorno sei una persona diversa, ogni giorno incontri
persone diverse, ogni giorno conduci una vita diversa.
L’unica costante è la ricerca del buco, mischiare quei pochi
millilitri di limone e polvere al tuo sangue per vivere un’estasi di
pace.
Quando

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...