Zbiory oliwne w Venafro/La raccolta delle olive a Venafro. – Ferdinando Alterio

Zbiory oliwne w Venafro

  Zbiory oliwne w Venafro to starożytna tradycja, która od czasów epoki rzymskiej pozostała mniej więcej niezmienna.
   Ferdinando Alterio, agronom, jest ekspertem i znawcą – wśród wielu innych rzeczy – produkcji oleju z oliwek i wszystkiego co się z nią wiąże.
   W tym oto wspaniałym artykule opisuje on fazy tej procedury przeplatane elementami folkloru, które nadają temu wydarzeniu odcień świętości.
Dziękujemy serdecznie Ferdynandowi Alteriowi.
(Nota tradotta da Iwona Kazun)

A Santa  Caterina ( 25 novembre) la pertica all’olivo. E’  il proverbio degli olivicoltori venafrani che meglio esprime l’opinione circa il momento della raccolta delle olive. Terminata la  festa della vendemmia si aspettava il mese di  novembre per iniziare quella delle olive. Al pari anche questa era una festa. “La raccolta (1) delle ulive   è per Venafro tempo di continua e universale allegrezza; e chi nelle belle e tiepide giornate d’inverno, che qui non son rare, si reca a passeggiare per gli uliveti, li trova allietati di quasi tutto intero il nostro popolo e di molti che vi traggono dai circostanti paesi. Qua un gruppo di leggiadre forosette, che mentre intendono a raccogliere l’ulive, fanno risuonare della loro voce la selva ulivetata, ripetendo ora profani canzoni, ora inni devoti in rozzo stile di dialetto; là un gruppo di vispi garzoncelli che, sospesa per poco la loro occupazione, innocentemente si trastullano; e dove uno stuolo di gente di vario sesso ed età che,

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Foto F Alterio

adagiati a cerchio sull’erba si ristorano col cibo, e celiano e ridono; e dove  un altro stuolo che silenziosamente raccolgono; e quali bacchiano, e quali riempiono i cesti, e quali trasportano le ulive raccolte; ed in tanta diversità di operazioni si legge  in tutti gioia e riso.E a bel ragione il nostro popolo è lieto” .  Con le descrizione del canonico Lucenteforte si capisce che  si applicavano due metodi di raccolta l’abbacchiatura e la brucatura.

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Foto Valente

La giornata iniziava  con la raccolta delle olive cadute a terra  per l’attacco di funghi o insetti, per fortissimi e freddi venti o  per anticipo di maturazione e si chiamava raccattatuta. Si  passava  poi all’abbacchiatura  che consisteva nel percuotere con grosse pertiche i grondacci carichi di drupe. Spesso si usavano  flessibili  pertiche  che percuotendo   troppo i teneri e fruttiferi rametti li danneggiavano  irrimediabilmente . I bravi abbacchiatori invece  usavano canne che   poco elastiche le battevano  sui grossi rami con    colpi secchi  dal basso verso l’alto   ad    evitare   danni allo scheletro della chioma.

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Foto Valente

Contemporaneamente con  l’aiuto di scale in legno  lunghe  otto metri   e di ganci sempre in  legno chiamati localmente  spidi si eseguiva  la brucatura con le mani  o con un  piccolo pettine in ferro e la pianta veniva munta  come  si usa dire a Venafro. Gli anni non passano inutilmente e tutto cambia.  In olivicoltura le storiche  raccattature e abbacchiature  non vengono più fatte e sono presenti in alta percentuale i pettini oscillanti   costituiti da  un organo bacchiatore , un’asta telescopica e un circuito pneumatico realizzando la raccolta agevolata.

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Foto Valente

Poco usato  il gancio scuotitore.Non sono  presenti macchine scuotitrici e macchine in raccolta continua  utilizzate soltanto  per gli oliveti ad alta densità. Nel passato venafrano i grandi proprietari terrieri  amministravano la raccolta degli oliveti sostanzialmente con due tipi di patto che proponevano ai raccoglitori: o al terzo o ad olio. Nel primo patto il proprietario dietro stima fatta  da pratici che venivano chiamati apprezzatori concedeva l’oliveto con il patto che tutto l’olio ottenuto avrebbe avuto  la seguente divisione: 1/10 al frantoio , 2/3 al proprietario e 1/3 all’affittuario.Con il patto ad olio, molto aleatorio, l’affittuario doveva corrispondere  al proprietario per ogni giornata di apprezzo dieci staia di olio pari a litri 100.Il patto degli ultimi anni è molto cambiato e le olive raccolte vengono divise tra proprietario e contadino a metà con spesa di frantoio uguale per ognuno.Le drupe raccolte nel passato venivano ammucchiate in locali di pianterreno e soltanto dopo molti giorni erano portate al  montano o trappeto. La molitura odierna avviene nel  giro di quarantotto ora con grande miglioramento della qualità.

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Foto F Altero

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[1] F. Lucenteforte  Venafro-Monografia fisico- economico e morale 1877

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