Giuseppe Carcaiso, “faro” nella nebbia/Latarnia morska we mgle

È da tempo che desidero esprimere il mio pensiero su una persona, mia conterranea, che oggi, più che mai, vedo come faro in una società che soffoca in una di quelle nebbie che sono caratteristiche di momenti di transizione epocali. Il tempo in cui viviamo lo è ed è per questo che non dobbiamo perdere di vista quei fari che possono salvarci. La nebbia è l’oblio, l’indifferenza, la demotivazione, l’inseguimento di falsi miti, l’incuria, la superficialità, il torpore della mente e dello spirito, tutto terreno fertile per allevare potenziali mostruosità. Ma il faro è anche un innegabile simbolo di solitudine, una presenza obbligata a nutrirsi del buio che più le sta vicino e la cui intensità, paradossalmente,  è proporzionale,  in quanto a forza, alla luce che essa emana per poter nutrire tutt’altro al di là di se stessa.

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Giuseppe Carcaiso

 

Personaggio, “Peppe” (Giuseppe), dai molteplici interessi e di una vivacità intellettuale che tocca chiunque gli passi accanto lasciandogli segni indelebili. Il carattere empatico è pura emanazione di una umanità che mette a proprio agio la folla di individui attratti dal suo carisma. Una folla variegata, fatta di gente che proviene da tutti i ceti sociali e culturali che mai è resa delusa dal suo contatto. Per quanto afflitto da un male fisico, non lascia trapelare una qualsiasi forma di rabbia, ribellione o delusione verso una natura che molti altri, al posto suo, riterrebbero matrigna o peggio. Una sofferenza portata e sopportata con dignità, con forza e coraggio, dimostrando che la volontà può sconfiggere qualsiasi barriera si frapponga tra noi e l’universo. Ed è con la sua straordinaria personalità che riesce sempre a stare al centro della sua comunità come motore di iniziative di aggregazione e di eventi costruttivi. Laureatosi brillantemente in Scienze Politiche supera senza difficoltà concorsi molto impegnativi per l’accesso al mondo del lavoro, tra cui quello per la carriera diplomatica. Esigenze personali lo porteranno invece ad intraprendere una carriera burocratica che, per quanto sembri cozzare con la sua vocazione artistica e di studioso della storia e dei costumi sociali, lo vedrà raggiungere gli apici delle posizioni dirigenziali.

Il ricercatore e lo storico.

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Ricco di una robusta cultura formatasi tra studi universitari seri e letture varie, la curiosità umana ed intellettuale portano  Peppe principalmente in due direzioni: una è quella degli accadimenti storici in cui sono depositate le chiavi del nostro presente, per cui l’alta Campania, pur essendo stata considerata periferia dell’Impero Romano, conserva ricchezze di civiltà e di cultura che svelano quanto questa zona sia stata importante per duemila anni e più. Un inesauribile archivio archeologico che ha attirato studiosi da tutto il mondo e in tutte le epoche. Ed è nei meandri inesplorati dell’archeologia che il viaggio del nostro studioso incomincia , da giovanissimo , per non avere ancora fine. La ricerca attenta e meticolosa, fatta spesso con l’intuito e il fiuto di un segugio che insegue obiettivi ben precisi, ricompone mosaici rovinati da ogni tipo di avvenimenti naturali e umani, e ne fa documentari raccontati con una narrativa forbita e scorrevole, accattivante, seducente, che cattura dai primi istanti l’attenzione del lettore intrappolato in un labirinto di meraviglie da cui lui stesso non vorrebbe più uscire.  Le lotte dei guerrieri, le battaglie per la conquista di territori, gli attacchi ai castelli, gli intrighi dei potenti, i matrimoni combinati, le tresche degli amanti, i baratti, le usurpazioni, le fughe dai saccheggi…tutto si muove, tutto vive come in un film il cui regista non trascura nessun dettaglio, nemmeno quello del cibo, del vestiario, degli ornamenti. Ogni personaggio importante o no che sia acquista una propria vitalità, una propria personalità che si esprime per come realmente è stato, sull’immenso palcoscenico della storia.

L’altra direzione che Carcaiso persegue è quella socio-antropologica. Le tradizioni, i compartamenti, i linguaggi, le evoluzioni culturali della gente lo affascinano in un modo irresistibile, ma, per quel che riguarda in particolare il suo territorio, dato che lui non ne è soltanto osservatore e fotografo, bensì un irriducibile innamorato, scava nei racconti orali che secondo lui – e a ragione – sono possibili depositi di verità. Allora antichi proverbi e detti, favole e racconti, stornelli e tanto altro, tutto va recuperato, ricordato, presentato soprattutto alle nuove generazione affinché non ci si dimentichi delle proprie radici e che si lasci che quella nebbia a cui abbiamo fatto riferimento, nasconda alla mente e agli occhi.

L’artista

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Conosco la pittura di questo artista da quando ero giovanissimo seguendone l’evoluzione da diversi punti di vista. Non sono un critico d’arte, né sono uno psicologo, ma a furia di parlare di arte e di cultura italiana all’estero, ho affinato, volente o nolente, minime competenze. Presento questi due dipinti inizialmente perché ci sono due tematiche e soggetti ricorrenti nel percorso pittorico di Giuseppe Carcaiso: la solitudine (o quella che egli vuol fare apparire tale) e i cavalli. Si sa che l’Artista dice il vero, lo dice non perché lo esiga la sua razionalità, ma il suo subconscio. Il nostro subconscio lascia la propria impronta o firma in qualche modo. Io ho una mia interpretazione di questi simboli ricorrenti che, prescindendo da teorie freudiane e jungiane, si basano sulla conoscenza della persona. Ritengo  non sia necessario esporre il mio pensiero, dunque, come “opera aperta”, lascio spazio al lettore di dire la propria. A parte questa nota personale, credo che la maggior parte dei suoi quadri costituisca un interminabile affresco della realtà indagata e studiata, della storia, dei paesaggi a lui cari, il tutto frammischiato a pulsioni di sacro e profano che non nascondono una profonda spiritualità e una incandescente sensualità.

Le opere artistiche di Peppe sono state esibite in tante località d’Italia ed estere, incluso gli Stati Uniti. Il plauso  della critica e della gente comune è sempre stato lusinghiero.

Vorrei scrivere molto di più sul personaggio brevemente tratteggiato nel presente articolo, ma il ruolo di un blog, generalmente, è puramente informativo. Il nostro si propone di dare uno sguardo non tanto a quegli argomenti di facile e comune accessibilità, ma a quegli aspetti, tematiche, personaggi non riportati dai media importanti. Giuseppe Carcaiso, che secondo me esprime spesso flashes di genialità, merita molto di più. Nel mio piccolo voglio cercare, essendo questo blog bilingue, di farlo conoscere anche in altre nazioni. Ed insisterò, sicuro delle mie convinzioni.

Ricordo che uteriori informazioni sui contenuti del blog si possono richiedere a: italiacentrum@gmail.com

Guido Parisi

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