Roberto Giordano, regista napoletano folgorato sulla via di Varsavia

Ci è difficile tratteggiare in poco spazio la personalità di questa bella persona, vivace intellettuale e protagonista sempre più centrale nel panorama culturale italiano.  Si è, poi, sempre orgogliosi di vedere emergere un connazionale al di là dei nostri confini e vedere come gli altri apprezzino l’attenzione di uno straniero per la loro cultura.  Data l’eccezionalità del personaggio e della posizione apicale che velocemente sta conquistando non solo nel campo del teatro, ma anche in quello della televisione, del cinema e della scrittura, riteniamo opportuno dedicargli più di una pagina, certi che i nostri followers diventeranno immediatamente suoi fans. Ci preme infine sottolineare la napoletanità di Roberto, espressa, direi, in modo autentico, saggiamente equilibrato, capace di alimentare sottilmente una speciale empatia con un pubblico sempre più variegato, dunque non necessariamente conoscitore del mondo napoletano. Eppure, questa lingua spesso chiamata a torto dialetto, lui la porge in maniera che chi lo ascolta, dopo poco, si libera della barriera della incomprensibilità affidandosi a quel senso percettivo che permette di capire, se non tutte le parole, il senso di esse.

Grazie Roberto!Roberto Giordano1Roberto Giordano3Roberto Giordano2

Guido Parisi

 

 

Attore di teatro, cinema e tv, nonché regista e appassionato della lingua napoletana scritta e orale.

Nel 1998 frequenta la scuola di recitazione del Teatro Augusteo di Napoli diretta da Giacomo Rizzo. Nel 1999 la Scuola di Mimo di Michele Monetta: Il movimento dell’attore, di E.Decroux.

Debutta in teatro nel 1999 con Putiferio di Raffaele Viviani, regia di Nello Mascia. Con lo stesso Mascia prenderà parte ad altri tre lavori, due su Viviani: Fuori l’autore e Festa di Piedigrotta  ed uno su Eduardo: Natale in Casa Cupiello, con lo Stabile di Palermo, ruolo Tommasino.

Prende parte in diverse occasioni al Napoli Teatro Festival, l’ultimo nel 2013 in ’O Paparacianno di Petito, con Mariano Rigillo, regia Laura Angiulli.

Nel 2017 è nel film di Luca Manfredi In arte Nino, con Elio Germano. Al Cinema in Caccia la Tesoro con Vincenzo Salemme, regia Carlo Vanzina, e in Ammore e Malavita, regia dei Manetti Bros; nel 2014 in Ma che bella sorpresa di A.Genovesi, con Claudio Bisio. Nel 2011 La valigia sul letto di E.Tartaglia e L’ultimo gol di Federico Di Cicilia.

In Tv: Artemisia Sanchez, Capri3, Crimini “Il Covo di Teresa”, Distretto di Polizia7, La Nuova Squadra 3, Squadra Mobile.

Nel 2010 protagonista con Francesco Totti nello spot della Party Poker.

Altre esperienze teatrali con:

Peppe Barra, Manlio Santanelli, Luigi De Filippo, Sandra Milo, Giacomo Rizzo, Lorenzo Salveti.

Come regista in:

’O Ricovero

Napoletani Di…Versi

In Viaggio con Papele

Irena Sendler La Terza Madre del Ghetto di Varsavia

TOTO’ che padre!

Nel 2016 alla sua prima pubblicazione (La Mongolfiera Editrice) con il testo Irena Sendler, La Terza Madre del Ghetto di Varsavia.

Patrocinato da:

Amnesty International

Ambasciata Polacca in Roma

Consolato Onorario della Repubblica di Polonia in Napoli

Comune di Napoli.

L’autore

Con il permesso dell’Autore

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