Storia di un amore Lilly e il Covid – di Monica Struchil

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“Voci dalla quarantena”

Proponiamo questa sera il racconto/testimonianza di una donna che ha sempre vissuto in simbiosi con la natura e il mondo degli animali. Abbiamo aspettato con grande impazienza ed interesse uno scritto del genere, che focalizzasse il comportamento dei nostri “compagni” in un lasso di tempo in cui ci hanno guardato – direi meglio osservato – con curiosità e stupore. Si saranno pur chiesti: “Perché sei così in fretta quando mi porti fuori?”, “Ma che ti succede? perché non vai a lavorare? perché non esci più? Dove sono gli amici?….”

Questa è la storia di un amore. Non diciamo di più. Leggetela con attenzione e, vi preghiamo, fatene tesoro.

Grazie Monica! Ci hai fatto un grande regalo. Aspettiamo tanto altro da te.Monica e Lilly

Era un sabato di fine estate, uno di quelli in cui il sole ancora tiepido permette di uscire di casa alle sette del mattino senza fare troppa fatica… Come sempre, prima di iniziare il turno in canile, mi preparavo a fare la conoscenza degli ultimi arrivi: con il sacchetto pieno di biscottini salutavo i vecchi amici e davo il benvenuto ai nuovi… Alcuni volontari sostengono che sia il cane a scegliere il padrone, io non l’ho mai pensato, ho sentito troppe storie dolorose per poterlo credere, ma qualche volta le vicende della vita fanno vacillare anche le più solide convinzioni… Improvvisamente, sentendomi osservata, mi accorsi di due occhi grandi come il sole, colmi di una dolcezza disarmante, e di una codina nera con la punta bianca che senza sosta oscillava dolcemente da destra a sinistra: appartenevano ad un cane bellissimo, nero, con qualche macchietta sul collo e due calzini bianchi, che mi osservava felice attraverso la porta del box…

Lilly, all’epoca, aveva due anni, aveva fatto un lungo viaggio per arrivare in quel canile piemontese, partendo dalla Sicilia con i volontari che l’avevano salvata dalla strada. Era timida ed un po’ spaventata, ma con un’infinita voglia di vivere e di trovare una guida sicura a cui affidarsi. Desiderava apprendere, desiderava conoscere quale fosse il suo ruolo in questo mondo e quale fosse il modo corretto di vivere in questa strana società, alla quale i cani sentono di non essere naturalmente adattati…

Fu amore a prima vista: avrei voluto prenderla subito con me ed adottarla, ma non potevo, poiché in quel periodo la mia vita cinofila era già troppo complicata e difficile da gestire… Quasi un anno prima, infatti, era entrato nella mia vita Lalik, un vecchio cane mordace, da sempre vissuto in canile, con un carattere ruvido come la pietra, che impegnava tutte le mie energie: dopo pochi mesi dall’adozione una malattia neurologica degenerativa, che lo avrebbe portato alla morte nell’arco di un anno, lo paralizzò alle zampe posteriori, costringendomi, da quel momento, a mettere un drastico stop alla mia vita: Lalik non era più in grado di camminare senza un carrellino ed a causa del suo carattere difficile non era possibile farlo accudire da nessuno. Per un anno, fino a quando la malattia non se lo portò via, lo curai giorno e notte, alternandomi con mio marito che fortunatamente lavorava da casa. Era un cane forte, un guerriero e nei mesi passati con lui ho imparato molte cose: ho imparato che un cane fiero non abbassa mai lo sguardo e che non si arrende mai, neanche quando le forze vengono meno e non gli resta altro da fare che trascinarsi…

Il 5 dicembre di quell’anno Lalik se ne andò, lasciando nell’anima un’infinita tristezza e la consapevolezza di non essere riuscita a dargli la serenità che avrei voluto: quell’importante cambiamento della sua vita non era stato da lui compreso ed era stato vissuto come l’ennesimo dramma che la sua difficile esistenza gli aveva ancora riservato prima di morire. Ero distrutta e demoralizzata, ma la casa e la cuccia non rimasero vuote per molto tempo: cresciuta da sempre con i cani, sono ormai incapace ad organizzare la mia quotidianità senza di loro e la Lilly mi stava ancora aspettando in quel box… Andai a prenderla, la portai a casa ed inizia subito la mia nuova vita con lei…

La vita con Lilly e il Covid 19

Lilly era un cane giovane e forte, dal mare della Sicilia era arrivata a Torino, ai piedi delle belle e verdi montagne della Valle di Susa, osservandola pensavo che un cane da caccia libero di correre nei nostri boschi non poteva che essere felice…

Dal primo momento iniziai a creare quel rapporto di fiducia ed amore che sta alla base della serena convivenza del branco misto che stavamo costruendo insieme. Le insegnai tutte le regole fondamentali che un cane dovrebbe conoscere per adattarsi al meglio alla nostra società e vivere sereno, senza paure e senza pericoli… Col tempo, la timida cagnolina arrivata dal sud divenne sempre più consapevole e sicura di sé.

La vita era scandita delle tante attività quotidiane, che lei aspettava con piacere: le passeggiate del mattino, prima del lavoro, gli allenamenti di corsa alla sera, i tre pasti della giornata, per lei importantissimi, e nel fine settimana la montagna…

Visitammo da subito tutti i rifugi montani che ci permettevano di entrare e di ristorarci. Apprese presto a starmi vicino, conquistandosi così, là dove non c’era pericolo, la libertà dal guinzaglio… Passata la timidezza iniziale che la rendevano un po’ scontrosa con gli estranei iniziò ad accompagnarmi ovunque: al ristorante, dagli amici e dai familiari… Non ci separavamo quasi mai, se non per il lavoro. Il tempo libero era nostro e lo vivevamo sempre all’aperto, ogni giorno e con qualsiasi condizione metereologica…

Poi è arrivato il Covid19…

La mia quarantena iniziò l’11 marzo… Un inizio dirompente, con febbre, tosse e molta debolezza. In Piemonte i tamponi per il controllo delle infezioni da Covid furono fatti solo a pochissime, fortunate persone. A casa mia non venne nessuno… Indebolita dalla febbre, passavo molte ore nel letto, combattendo l’influenza ed il mal di testa con l’aiuto di mio marito e della tachipirina… A fianco a me, distesa sul letto, c’era la Lilly: potevo accarezzarla, passare le dita nella sua pelliccia e sentire il suo calore al mio fianco, sentendo così di non essere sola… Chi ha un cane non è mai solo…

Lilly è stata la mia piccola infermiera e per 15 giorni mi è sempre rimasta vicina, si allontanava da me solo per le brevi uscite quotidiane, ovviamente indispensabili. Capiva benissimo che non stavo bene e facendo lunghi sospiri aspettava fiduciosa la mia guarigione, che fu lunga e lenta e che arrivò senza comunque mettere fine alla quarantena…

Come tutti gli animali da compagnia, anche lei non riusciva a capire il motivo di questo drastico stravolgimento della vita… Mi guardava stupita della nostra insolita immobilità ed aspettava impaziente di poter tornare a camminare nei boschi al mio fianco, sotto il cielo azzurro della primavera che stava arrivando, ma il tempo sembrava aver rallentato la sua corsa, le ore erano diventate tutte uguali ed i confini della nostra libertà si erano enormemente ristretti… Era felice della nostra costante presenza in casa, ma come tutti gli altri doveva rassegnarsi a quella strana ed infinita attesa…

Essendo un cane molto equilibrato si è dimostrata molto brava nel gestire la noia, ma fu solo con la mia definitiva guarigione e con un po’ di fantasia che, nonostante il momento difficile, riuscimmo a riprendere in mano la situazione imparando giochi nuovi e ripassando regolarmente quelli vecchi, che lei adora, perché sono ormai facili e garantiscono la facile conquista del premio.

Nelle brevi uscite quotidiane che la quarantena ci consentiva di fare intorno alla casa, abbiamo anche discusso con chi un cane non lo aveva e invidiava la nostra possibilità di uscire per i bisogni fisiologici. Un cane però non lo si può accudire soltanto durante la pandemia… Il cane c’è e deve uscire ogni giorno, deve uscire anche quando piove e nevica d’inverno o quando il sole di agosto brucia la testa. Deve uscire anche quando non stai bene, non te la senti o semplicemente non ne avresti voglia… Quei signori, che ci guardavano con invidia e fastidio dal balcone, non sapevano che avere un cane non è la facile via di fuga dalla quarantena che loro hanno immaginato, ma una scelta di vita importante, impegnativa, che ci arricchisce immensamente, ma che prevede sacrifici ed impegno quotidiano. Una scelta da fare con consapevolezza, che dà in cambio la possibilità di vivere un’esperienza d’amore e di condivisione, unica nel suo genere, che conosce solo chi questa scelta decide di farla e di portarla avanti correttamente e coerentemente, tutti gli altri ne intravvedono solo un riflesso sbiadito…

Oggi, che siamo in maggio inoltrato, la fase 1 è terminata, riconsegnandoci un po’ delle nostra agognata, se pur illusoria, libertà. Piano-piano la vita cerca di riprendere i suoi ritmi di sempre e per i nostri fedeli compagni a quattro zampe, che ormai si erano abituati alla nostra presenza, questo potrebbe trasformarsi in un nuovo trauma… Inesorabilmente, primo a poi, dovranno adattarsi di nuovo alla nostra assenza ed ai ritmi frenetici della vita ante Covid…

Con noi la loro vita è un continuo adattarsi agli eventi, spesso senza poterli pienamente comprendere, un continuo atto di cieca fiducia nei nostri confronti, nell’attesa perenne che la nostra vita ci permetta di trovare il tempo da dedicare loro…

I cani, infatti, hanno bisogno delle nostre attenzioni: quelli trascurati, che fanno la vita dei cosiddetti “nani da giardino” non sono cani felici, si adattano, perché sono sempre stati bravi a farlo, ma adattarsi non significa essere felici… Loro, a differenza di molti umani, non amano l’ozio… Hanno una mente avida di imparare cose nuove, hanno la necessità etologica di sentirsi utili al branco: abbandonati a loro stessi, anche se nutriti e curati, non vivono, sopravvivono, intristendosi fino a sviluppare, talvolta, veri e propri disturbi comportamentali…

Considerazioni sulla nostra vita con i cani

L’amicizia con il cane è un miracolo, un’eccezione che la natura ci ha concesso, unica nel suo genere e possibile grazie alla nascita di un forte legame tra due esseri viventi, capace di superare la naturale barriera della differenza di specie… Osservando la Lilly mentre cammina al mio fianco, mi rendo conto di quanto grande sia questo miracolo: non la tiro e non la trattengo… Non la costringo… Lei è lì perché lo desidera. Con o senza il Covid, in casa o in montagna… Lei è felice.

Fu grazie a questo sodalizio che i nostri antenati riuscirono a migliorare la loro esistenza, inizialmente migliorando le tecniche di caccia, grazie al contributo dei cani, che essendo animali sociali accettavano tranquillamente di condividere le prede col “loro branco” e, successivamente, smettendo di seguire le migrazioni degli animali selvatici per dedicarsi all’allevamento del bestiame, che i cani radunavano e sorvegliavano per loro. I nostri antenati abbandonarono così la vita nomade e, creando insediamenti stanziali, diedero origine ai primi villaggi… Col tempo, grazie a questi e ad altri importantissimi contributi apportati da quegli antichissimi cani, l’uomo ha potuto preoccuparsi meno della sua sopravvivenza e dedicarsi ad altre attività più nobili, come la cultura, l’arte e la scienza, evolvendosi così più rapidamente di come avrebbe fatto da solo.

Quello del cane e dell’uomo è stato un connubio vincente, almeno per noi… Da loro abbiamo sempre avuto molto, concedendo in cambio un riparo e poche cure… In molti paesi e culture del mondo queste creature sono maltrattare, emarginate e disprezzate. Nel mio intimo pensiero resto profondamente convita che se quegli antichi lupi, avvicinatisi ingenuamente per primi agli uomini, avessero potuto gettare uno sguardo nel futuro, non avrebbero avuto dubbi… Spaventati da quella visione, si sarebbero voltati e sarebbero fuggiti velocemente il più lontano possibile da noi…

 

BREVE NOTA AUTOBIOGRAFICA

Monica Struchil, addestratrice cinofila ENCI ed ex volontaria di canile, nasce a Rivoli, in provincia di Torino, nel 1972, si diploma all’ITIS Luigi Casale di Torino e lavora come perito chimico fino al 2011, anno in cui lascia il camice bianco per iniziare a lavorare come impiegato tecnico. Nata in una famiglia che ha sempre coltivato l’amore per gli animali in generale e per i cani in particolare, cresce imparando ad amare queste meravigliose creature fino a decidere di assecondare questa sua naturale passione frequentando corsi e prendendo la qualifica di addestratrice ENCI presso il Debù di Carignano.

 

 

 

 

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Giuly ha detto:

    Bellissimo post
    Passa nel mio blog se ti va

    "Mi piace"

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