ars gratia artis

il

Gentili amici, l’11 settembre scorso ho postato il titolo di un articolo di Elisabetta Sgarbi (riporto per intero di seguito) che ha suscitato polemiche e dibattiti. Ne ho preso spunto, tramite la pagina fb di arteculturaitalopolacca, per invitare coloro che lo avessero voluto, di esprimere liberamente opinioni e commenti. Sono molto soddisfatto delle risposte che copio e pubblico su questo blog, per cui chi vuole può ulteriormente intervenire, nel caso lo creda opportuno.

Ma incominciamo per gradi con l’articolo della Sgarbi:

”L’ARTE PUÒ ESSERE IMMORALE E ANTIFEMMINISTA” – ELISABETTA SGARBI CONTRO LE REGOLE DEGLI OSCAR: ”BISOGNA DECIDERE UNA VOLTA PER TUTTE SE L’ARTE DEVE ESSERE ‘MORALE’ E ‘GIUSTA’ OPPURE NO. NESSUN ARTISTA DEGNO DI TALE NOME POTREBBE, NEL PROCESSO CREATIVO, TENERE CONTO DI REGOLE ESTERNE. POTREBBERO IMPORGLIELE, MA QUESTO SI CHIAMA VIOLENZA. PECCATO PER GLI STATI UNITI CHE…”

Elisabetta Sgarbi per il ”Corriere della Sera

ELISABETTA SGARBI EDITRICE LA NAVE DI TESEO

Bisogna decidere una volta per tutte se l’ arte deve essere «morale» e «giusta» oppure no.

La civiltà europea, a partire dai greci, si è battuta per un’ arte che avesse libertà assoluta, anche di essere degenerata, sbagliata, immorale e contro il sistema di giustizia di volta in volta vigente. Abbiamo nella nostra storia accresciuto una sensibilità che oppone l’ arte ai decreti del potere, anche se questi sono considerati giusti in quel determinato frangente storico. E la nostra civiltà europea dovrebbe avere acquisito anche un’ altra consapevolezza, che i valori morali e le norme di legge hanno una valore storico, non sono legge di Dio.

Gli Stati Uniti sono una civiltà relativamente giovane, e non hanno questa consapevolezza. Peccato per loro.

Ma io, da donna, rivendico la possibilità dell’ arte di essere immorale e ingiusta, anche maschilista e antifemminista: e lo rivendico perché rivendico la libertà dell’ arte e la mia di essere donna come voglio io e non come è «giusto» che sia.

Peraltro, nessun artista degno di tale nome potrebbe, nel processo creativo, tenere conto di regole esterne. Potrebbero imporgliele, ma questo si chiama violenza. Bisogna essere vigili, e dobbiamo esserlo soprattutto noi donne. Cedere a questa lusinga del potere, oggi, potrebbe significare legarsi le mani e la mente per il futuro.

Con il mio film, da me diretto e prodotto, presentato alle Giornate degli autori della Mostra del Cinema di Venezia, Extraliscio – Punk da balera, ho avuto l’ onore di ricevere il «Premio Siae». Ho abbracciato la band di soli uomini su cui ho fatto il film, convinti che sia stato giudicato il nostro lavoro non il nostro genere. Ho pensato di avere avuto un premio per la qualità del mio lavoro, non perché sono donna.

Altro discorso è quanto promosso dalla Berlinale. Mi sembra anch’ esso una concessione al politically correct, ma in fondo diventa un premio alla qualità della interpretazione e poco importa se maschile o femminile. Quindi ci può stare.

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/39-39-39-arte-puo-essere-immorale-antifemminista-39-39-246865.htm

Commenti dei lettori

Amilcare Nozzolillo: è così il vivere degli artisti, quelli che trascendono ed eccedono le loro opere, tra buio d’ombre e luce negli occhi, senza legge morale e senza stelle.
e, inadatti alla vita, sognanti, nella solitudine morale, le loro menti “ che sentono le voci” e le loro mani costruiscono una costellazione che non sta né in cielo né in terra ma in un mondo altro, in un’altra galassia. Immaginifica, chimerica, irreale.

Chi afferra la massima irrealtà plasmerà la massima realtà . .. scrive Paul Klee

E qui che “fuori norma” l’arte, promessa sposa dell’eresia e della follia, disegna, graffia, colora. Trascrive con ingiustizia la bellezza e l’imperfezione, la morte e l’eros ..
“E noi mostri, noi artisti, lo abbiamo avuto, questo amore?” Domanda senza risposte.
Penso che l’arte, talvolta, supplisca a modo suo un atto d’amore mancato. Forse c’è anche misoginia, invidia per i doni creativi delle donne, ma comunque irriducibili alla logica del discorso comune.
Così, in questa dimensione emozionale dell’esistenza, le Opere si fanno stelle, scie luminose di meraviglia, suoni d’aria da catturare, e ci rapisce l’armonia dei colori, la musica di inutile bellezza, la poesia della non ragione.

Jadwiga Sebesta: L’arte che prende l’inspirazione dal assoluto e in fatto fuori il bene e il male, perche l’amore cosmico non sa contradizioni.

Aleksander Niedzelski: Nell’aspetto filosofico, senza il male, non c’è il bene. Ma l’immoralità malvagia dovrebbe essere mostrata in modo moralizzante. Ogni spettacolo può essere mostrato come un “ricordo” per evitare di farlo, o in modo psicopatico per persuadere in modo subliminale le persone a fare il male!
L’uomo appartiene alla casta più alta che fa il male per il piacere e la soddisfazione dal male. Penso che questo sia il motivo per cui questo argomento è apparso per giustificare qualcuno nella sua percezione malata del mondo. Naturalmente, il mondo si sforza di mantenere l’equilibrio dell’ecosistema e l’armonia naturale.

Mario Carbone: La morale non è un punto fermo, cambia e si trasforma nel tempo insieme ai costumi di un popolo. Ci riflettevo leggendo in questi giorni “Il paese delle nevi” di Yasunari Kawabata uno degli autori più importanti della letteratura giapponese eppure i suoi racconti così magnificamente scritti sono pervasi da incredibile misoginia ed anti-femminismo che però viene mitigato dal contesto storico di un Giappone d’inizio 900

Abbes Rostom: Siccome la parola arte non e definibile in maniera univoca e assoluta,la sua definizione e’ variata da un periodo d un’altro,da una cultura ad un’altra quindi per me non puo’ essere ni morale ni tantomeno il contrario ma sopratutto non puo mai essere antifemminista …questo e il mio pensiero.

Giusy Del Vento: L’arte deve essere Libera da leggi pensieri e morale personale. Ma c’è a mio avviso un limite invalicabile da non oltrepassare, e quando l’arte viene usata come uno strumento di oppressione della libertà altrui o per sdoganare e rendere plausibili abusi assurdi o crimini intollerabili non è più leggittima. La libertà per l’arte così come per ogni uomo è sacrosanta fino a quando questa libertà rispetta quella dell’altro. Purtroppo la storia è testimone che ciò è già accaduto in passato, si sono valicati i limiti dell’umanità del rispetto e della dignità umana. Mi auguro che non possa accadere ancora, non esiste la libertà assoluta lo sappiamo, sotto la bandiera dell’arte non possono nascondersi perverse menti crininali, o strumenti di persecuzione e odio.

Luana Di Caprio:  L arte secondo il mio punto di vista é un mezzo per infondere positività soprattutto in periodi bui, per tanto deve sempre dare quel senso di moralità che é il punto fondamentale che é costituito il nostro senso civico in una società, regole che dobbiamo seguire detto “morale” da così riuscire a rispettare ogni forma di vita.. Un codice che tutti noi dobbiamo seguire in modo che la nostra libertà non danneggia il prossimo. L arte ha il compito di far esprimere un individuo ma con un senso civico da così essere strumento da poter infondere o creare nel prossimo qualcosa di positivo, migliorandolo…così anche da non destare situazioni incresciose ed amorale, da così portare l uomo all oscurità..

Bozena Topolska:  A mio parere, l’arte non può essere né morale né giusta. Sono aggettivi che sono pericolosamente associati a qualsiasi ideologia che nessuna vera arte è. Un artista non è un educatore, un consolatore, un sacerdote morale, non scrive per il conforto dei cuori. La Grande Arte scava nelle regioni oscure dell’anima umana e nell’essenza dell’umanità, cioè nella verità su di noi e sul mondo. L’arte riguarda la verità, non il fatto che comunichi o meno un contenuto morale.

Iwona Kazun: Dal mio punto di vista, l’arte non ha regole.Nella sua complessità unifica elementi ambigui, contraddittori, la bellezza e l’immoralità confluiscono spesso nella stessa immagine. Questo è indispensabile per integrare e sintetizzare le più profonde emozioni dell’artista che nel momento della sua catarsi è necessariamente svincolato da ogni principio razionale o morale, esprime semplicemente se stesso. L’arte è uno strumento per scoprire l’animo umano…che nel suo dualismo fa emergere tutti i possibili opposti. Così la bellezza si affianca all’orrore, la rigida moralità alla libertà di espressione.

Jadwig Sebesta: Quando ero piu giovane, mi piaceva l’idea dell’ arte libera senza limiti morali…L’art pour l’art… ma col tempo la mia opinione è cambiata perché cerco di rispettare i valori fondamentali che devono regolare tutte le sfere della vita umana anche la creatività . Quintilianus ha detto: docere, movere, delectare, allora primo docere. Par esempio mi sembra assurdo accettare il messaggio fascista secondo cui non importa purché sia capolavoro… Sono contro la corrida ecc. Negli tempi penso di cucinare senza participare alla violenza contro gli animali. Allora vedi, divento moralista…

Graziella Chini: Arte è sinonimo di bellezza. Dovrebbe essere condivisa da tutti. Oggi si esalta un’arte che danneggia l’animo, un’offesa al buon gusto, tutto quello che arriva a non rispettare la donna per me non è arte ma violenza ! In questa epoca si predilige il diverso, i soliti canoni di artisti famosi sembrano stancare, come alcuni designer si incapponiscono a dare forme differenti alle loro creazioni, perche’ troppo banali, devono attrarre … così per i dipinti e le sculture hanno scatenato una gara di brutture, oscenita’ che interpretarle ci vorrebbe un sesto senso per comprendere l’indole di questi artisti, definiti poi tali, solo da qualche ottimista, ma lungi dall’esserlo … Arte e’ ricerca continua del bello in tutte le sue espressioni e non deve creare malumore ma benessere allo spirito e al corpo !

Iwona Agatowska:  L’arte quando è “vera” è sempre “morale”. L’arte e limiti morali? Non è possibile

Silvia Bruni: La vera, grande arte, a mio parere, rifugge da qualsiasi classificabilità univoca in termini di moralità e giustizia. Alla luce di tale principio tutta una tradizione scaturita in seno al romanticismo colloca la musica assoluta al vertice della gerarchia delle arti. Ma a prescindere dai mezzi impiegati, credo che l’opera d’arte, carica di allusività, sia tanto più emozionante quanto più informata da armonia (o armoniosa sproporzione) tra le parti e seduttività del non detto, del non finito. Un corretto atteggiamento ricettivo non prevede, quindi, un apprezzamento dell’opera in termini di moralità o giustizia.L’opera d’arte è contemporaneità assoluta per ogni presente ed ha pronto un senso per ogni futuro (Gadamer).

Iwo Na: L’amore e l’arte non abbracciano ciò che è bello, ma ciò che grazie al loro abbraccio diventa bello” – Karl Kraus 

Magdalena Ryder: I tak ja widzę przyszłą w Polsce sztukę,
Jako chorągiew na prac ludzkich wieży,
Nie jak zabawkę ani jak naukę,
Lecz jak najwyższe z rzemiosł apostoła
I jak najniższą modlitwę anioła.

Autor: Cyprian Kamil Norwid, Promethidion, 1851

Iwona Kazun: “Il principio di ogni arte è l’amore:valore e dimensione di ogni arte vengono soprattutto determinati dalle capacità d’amore dell’artista.”Herman Hesse

Bruno Ranucci: Anche la nota frase latina, “ars gratis artis” che, tradotta letteralmente, significa l’arte per l’arte, vuole ricordarci che l’arte è solo per l’arte stessa e, quindi, deve essere fine a sé stessa, disinteressata, pura, senza altri fini (siano essi sociali, religiosi, politici, economici ecc..). Pertanto, può essere qualsiasi cosa, libera da condizionamenti o da vincoli morali, etici o estetici. La frase è oggi molto nota anche perché è il motto della celebre società cinematografica Metro-Goldywn-Mayer (la scritta è impressa sul fiocco di pellicola cinematografica raffigurata nel lodo della società)

Punto Puoi Enel X:  L’arte in virtù della sua peculiarità di attività umana volta a forme di creatività ed espressione non può essere circoscritta nelle regole altrimenti non potrebbe più definirsi tale. Da questo ne deriva che colui il quale manifesta le proprie emozioni, i propri stati d’animo, i propri pensieri attenendosi alle regole della morale, della religione, oppure anche alla semplice opinione altrui tutto è tranne che artista. L’arte è libertà e l’artista è un essere libero.

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