Brevi vacanze romane di Piotr

Anche una breve vacanza può essere più intensa di periodi più lunghi, dipende da quel che si vuole e dal significato che si dà a quel che si vive. Ho preso esempio dal nostro amico e collaboratore Piotr Pokorny, grande amante ed amatore del mondo italiano. Proprio per questa sua grande passione, egli vive in modo autentico e pieno ogni momento dei suoi respiri a contatto con l’aria calda e calorosa del Belpaese che, come lui dice, è sua seconda patria. Grazie Piotr per quello che pensi di noi e per le magnifiche foto.

Alla prossima!

Le mie vacanze romane

Non ho nascosto la mia gioia quando Guido Parisi, il creatore e il redattore di questo blog, mi ha proposto di pubblicare il resoconto del mio breve soggiorno a Roma. Mi sono sentito onorato e privilegiato di poter condividere con gli attenti lettori le mie osservazioni fatte durante la mia visita nella città eterna. Farò del mio meglio nel raccontarle in modo interessante per non deludere le aspettative di chi ha deciso di leggere questo articolo.

Con grande sentimento e inesprimibile contentezza ritorno sempre in Italia. Deliberatamente dico “ritorno” perché, essendo sentimentalmente legato fortemente al Belpaese, lo considero la mia seconda patria. In Italia ho un gruppo di veri amici, persone straordinarie che avevo conosciuto durante i miei precedenti viaggi fatti nella Penisola negli ultimi 18 anni. I miei rapporti con gli italiani fin dall’inizio sono stati molto buoni. Ero sempre attratto dai loro modi amabili e rispettosi. Lo dico con franchezza, tenendo  conto che la Polonia per decenni ha appartenuto al blocco sovietico ed era un paese economicamente arretrato rispetto all’Italia, ma ho speso notato che per la gente che avevo conosciuto in Italia le nostre connotazioni politiche non erano mai importanti. Ho sempre ricevuto generosità e ospitalità che andavano oltre l’appartenenza etnica, politica e altro.  Buone maniere, sì, ma non solo. Direi che alla base c’è un concetto dell’esistenza costruito sui valori essenziali, come l’accoglienza e il vivere insieme. Credo anche che questa eredità, oltre a quella delle impronte culturali del mondo classico, sia quella più apprezzabile e visibile  man mano che si conosce l’Italia.

E’ stato così anche questa volta. I miei cari amici di Roma, Davide e Adriana, mi avevano invitato a casa loro un po’ di tempo fa, però, a causa dei diversi problemi, tra cui la pandemia che nel recente passato ha terrorizzato il nostro continente, sono stato costretto a rimandare il mio viaggio ad un momento più opportuno. Sono passati due anni ed ecco, all’inizio di luglio, mi sono finalmente presentato all’aeroporto di Ciampino. Ci mancavo da quasi cinque anni. Un momento molto atteso da me che avevo immaginato mille volte nei miei pensieri.

La prima cosa che, dopo esser uscito dall’aereo, mi ha portato bei ricordi è stato il caldo dell’aria serale, il cui odore avevo conservato nella mia memoria. Un’altra sorpresa mi aspettava dentro l’aeroporto. La sala degli arrivi che mi aveva accolto tante volte non era affatto cambiata, per di più, di fronte al parcheggio dell’aeroporto, c’erano sempre le stesse palme di 18 anni fa, tempo della mia prima visita a Roma, e che mi avevano affascinato e incuriosito enormemente. Da allora il mio cuore si è riempito da un susseguirsi di emozioni sempre più forti e coinvolgenti.

Monte Compatri

Dal parcheggio dove mi aspettavano i miei amici, ci siamo recati a Monte Compatri dove c’era la loro abitazione, un pittoresco borgo ubicato su una delle colline che sorgono attorno a Roma. Questa cittadina situata sulla collina di origine vulcanica fa parte (oltre alle altre città vicine come ad esempio: Castel Gandolfo, Frascati, Marino, Monte Porzio Catone , Nemi etc.) del Parco Regionale dei Castelli Romani.

Monte Compatri

Monte Compatri, sebbene amministrativamente sia  frazione di Roma, è un borgo dove non si sentono i rumori della grande metropoli. I giorni si passano lentamente e i cittadini non si stressano dalla presenza dei turisti che arrivano qui raramente.

La maggior parte dei compatresi lavora a Roma (spesso ancora da remoto a casa), e grazie a ciò, durante il giorno le strade rimangono tranquille e quasi spopolate, affollandosi solo al crepuscolo, quando i cittadini si riuniscono alle piazzette e ai bar per chiacchierare con i loro conoscenti, approfittando del fresco serale che porta con sé un piacevole sollievo.

È inutile cercare qui la frenesia della vicina metropoli, a Monte Compatri regna la calma e la festa pomeridiana. Le stradine spesso ripide e anguste, fatte di sampietrini, creano un clima tipico per le piccole città ubicate fuori dagli itinerari turistici. Sui versanti della collina si coltivano le vigne, gli ulivi e la verdura, il che sottolinea ancora di più il carattere rustico di questa zona.

Nei dintorni di Monte Compatri, dentro un modesto edificio, a cui io non avrei mai prestato attenzione, si trova “L’antica norcineria” una salumeria molto nota in questo territorio. È un vero e proprio paradiso per coloro a cui piacciono tali  prodotti di carne.

Una volta entrato dentro, non riuscivo a credere ai miei occhi. Dal soffitto di una grande sala, penzolavano centinaia di salumi di vari tipi. Dopo aver dato una rapida occhiata alla vasta gamma dei prodotti in offerta, sono letteralmente rimasto a bocca aperta. Ad essere franco, se avessi voluto comprarne uno, non avrei saputo quale scegliere.

Salumeria norcerina
Interno salumeria norcerina

Ho sempre pensato che i polacchi mangiassero tanta carne, ma quello che ho scoperto all’interno di questo negozio è andato oltre la mia immaginazione. I miei amici mi hanno subito spiegato che sulla mappa culinaria d’Italia (per quanto riguarda gli stereotipi di dieta mediterranea basata sulla verdura e sul pesce), il Lazio fa eccezione. Gli abitanti di questa regione mangiano tanta carne (per non dire troppa) e relativamente poco pesce.

l’Italia, che pensavo di conoscere abbastanza bene, per l’ennesima volta mi ha stupito.

Marino

 Nelle vicinanze di Monte Compatri si trova un borgo chiamato Marino. I marinesi sono famosi per la coltivazione delle uva e della produzione di vino. Una volta arrivato in questa cittadina non si può ignorare la bellissima “Fontana dei mori” che si trova sulla piazza principale. La fontana del Seicento che fu costruita per commemorare la battaglia di Lepanto (nel XVI secolo tra le flotte musulmane e quelle cristiane), raffigura quattro prigionieri mori incatenati.

Il vero motivo per cui ho menzionato questo elemento architettonico va ben oltre quello storico. Come mi hanno spiegato (prima di pubblicare il mio articolo ho avuto conferma di questa informazione in diverse fonti) ogni anno ad ottobre, dopo la vendemmia, a Marino viene organizzata una festa chiamata “Sagra dell’uva” per festeggiare la vittoria sui turchi nella battaglia navale di Lepanto. Durante questo allegro evento culturale, l’acqua “miracolosamente” viene cambiata in vino e gli abitanti e molti visitatori possono far godere al loro palato il gusto della “divina bevanda” che esce dai tubi della fontana.

La fantasia con la quale i marinesi curano la memoria di questo fatto storico, mi ha impressionato tanto.      

La fontana dei mori a Marino

Castel Gandolfo

L’altro borgo che ho visitato grazie alla gentilezza dei miei amici è stato Castel Gandolfo, il cui nome è abbastanza conosciuto prevalentemente grazie alla residenza estiva dei papi. Da giovane ho sentito molto parlare nei telegiornali di questo luogo, quasi sempre nel contesto delle vacanze estive di papa Giovanni Paolo II.  All’epoca conoscevo solo il nome di questa città, ma non ci ero mai stato, nemmeno ne avevo visto le  foto. Fino ad ora, nella mia mente  immaginavo questo luogo, ma le miei immaginiche erano ben diverse dalla realtà.

La cittadina è situata sul versante del vulcano spento che sorge nella parte meridionale di Roma. Il suo cratere è riempito dalle acque che formano il Lago Albano, ben visibile dai finestrini degli aerei che scendono per atterrare all’aeroporto di Ciampino.  

Per andarci abbiamo viaggiato su un bella strada serpeggiante sulla collina  illuminata dal tramonto, per poi scendere ripidamente nel lato opposto verso il lago, intorno al quale ci sono numerosi ristoranti, bar e stabilimenti balneari. Dopo il nostro arrivo i locali, man mano si stavano riempiendo di gente che veniva qui per festeggiare l’inizio del fine settimana.  

Ad essere sincero,  sapere di stare dentro il cratere vulcanico non mi faceva sentire bene. Nel suo bacino, circondato dai ripidi versanti della collina mi sentivo decisamente a disagio per non dire impaurito. Sebbene non ci fossero alcune premesse razionali per provare paura, questo luogo non mi sembrava accogliente. Nonostante la presenza dei numerosi romani che ci si rilassavano, io avrei preferito andarmene.

Era evidente che gli abitanti della città eterna, da secoli abituati a vivere alll’ombra di questo vecchissimo vulcano non condividevano le mie preoccupazioni.

Lago d’Albano
Sabbia nera del lago d’Albano

Frascati

È stata la successiva cittadina che ho visitato durante le mie breve vacanze. Posizionata tra Marino e Monte Compatri sul versante settentrionale della collina, offre una pittoresca vista sulla valle di Roma. Anche qui regnano le ripide colorate stradine. È affascinante come i colori degli edifici, beige e arancione, coesistano perfettamente con i colori del cielo, azzurro e bianco. È un fenomeno che mi incanta ogni volta quando sono in Italia. Può sembrare incredibile, ma il sole meridionale accentua i colori in modo tale, che le loro sfumature diventano diverse, più vivaci ed allegre, da quelle a cui sono abituato in Polonia.

Stradine di Frascati
Frascati

Sopra il borgo sorge la Settecentesca monumentale Villa Aldobrandini che domina la piazza principale della città. All’epoca il palazzo appartenette al cardinale Pietro Aldobrandini e dopo quasi quattro secoli, rimane sempre nelle mani della famiglia Aldobrandini.

Attualmente il palazzo ospita un museo. I suoi interni ricostruiti secondo lo stile dell’epoca, cioè, del barocco romano, vengono affittati per organizzare diverse cerimonie come  cene di gala o feste nuziali. Per renderle ancora più affascinanti, durante gli eventi vengono usate le antiche posate, argenterie, porcellane. Per di più i camerieri indossano le livree di servitù dell’epoca, il che fa sentire gli ospiti la grande eleganza della casa aristocratica di allora. 

Villa Aldobrandini

L’altro elemento caratteristico, che durante il giro per le strade di Frascati ha attirato la mia attenzione sono stati i maestosi pini romani, le cui grandi e piatte chiome si distinguono nel cielo azzurro. Si dice che la loro forma particolare li renda unici, grazie a ciò, non li si può confondere con i pini delle altre regioni d’Italia. Non a caso questi monumentali alberi diventano i protagonisti dei diversi capolavori artistici come ad esempio il poema sinfonico composto nel 1924 da Ottorino Respighi intitolato “Pini di Roma”.

Pini a Frascati

I tre giorni delle mie vacanze sono passati velocemente ed è arrivato il triste momento di salutare Roma. Il mio soggiorno è diventato un’esperienza straordinaria perché, l’Italia per l’ennesima volta, mi ha sorpreso, mostrandomi il suo volto sconosciuto. Ancora una volta non sono potuto rimanere indifferente alla sua bellezza e alla sua eredità culturale. Torno a casa arricchito di questa esperienza

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